Bali è conosciuta per i templi, le tradizioni, l’arte e la cultura che ancora oggi sono vive. Tuttavia, molto prima che venissero redatte le cronache storiche moderne, la società balinese aveva già lasciato varie prove scritte sotto forma di prasasti.
I prasasti rappresentano una fonte importante per comprendere la vita della società balinese del passato. Da questi oggetti possiamo conoscere i nomi dei re, il sistema di governo, la vita religiosa, il commercio, l’agricoltura e persino le regole in vigore in un villaggio.
I prasasti stessi sono solitamente scritti o incisi su materiali durevoli come pietra e metallo. Nella tradizione dei regni indù-buddisti, i prasasti erano spesso documenti ufficiali emessi da re o funzionari del regno.
È interessante notare che i prasasti ritrovati a Bali sono piuttosto numerosi e provengono da periodi diversi. Ecco alcuni prasasti importanti che sono stati trovati a Bali, ordinati in base alla presunta data o all’anno di realizzazione.
1. Iscrizioni Stupika e Frammenti di Prasasti Pejeng
Prima della comparsa dei prasasti balinesi con una datazione chiara, esistevano già alcune testimonianze scritte più antiche.
Alcune iscrizioni sono state trovate su stupika di argilla contenenti mantra buddisti. Si ritiene che questa tradizione scrittoria fosse già conosciuta a Bali intorno all’VIII secolo d.C.
Inoltre, nella zona di Pejeng sono stati trovati alcuni frammenti di prasasti in sanscrito con caratteri balinesi antichi. In base alla forma dei caratteri, si stima che alcuni frammenti risalgano all’inizio del IX secolo d.C.
Il contenuto ancora leggibile riguarda, tra l’altro, gli insegnamenti dello Shivaismo. Tuttavia, poiché questi prasasti non riportano un anno, la loro età è stata determinata confrontando la forma dei caratteri con quella di altri prasasti dello stesso periodo.
Questi ritrovamenti dimostrano che la cultura scritta a Bali si era già sviluppata prima della nascita del regno Bali Kuno, di cui si hanno testimonianze storiche più chiare.
2. Prasasti Sukawana A I – 882 d.C.
Il Prasasti Sukawana A I è uno dei prasasti più importanti nella storia di Bali perché è il prasasti più antico di Bali con una datazione chiara.
Questo prasasti è datato 804 Saka o 882 d.C..
Il Prasasti Sukawana è legato alla regione di Kintamani. Il suo contenuto riguarda, tra l’altro, la costruzione di eremi e alloggi per i monaci. Vi sono anche menzionati alcuni nomi di capi religiosi come Siwakangsita, Siwanirmala e Siwaprajna.
Curiosamente, questo prasasti non menziona il nome del re. Al suo posto compare il nome Singhamandawa, che si ritiene fosse legato al centro di governo dell’epoca.
Il Prasasti Sukawana fornisce anche un quadro della vita artistica. Alcuni termini relativi a musicisti, tamburi, gamelan e strumenti a fiato compaiono già in questo prasasti.
Ciò significa che le attività artistiche oggi così strettamente legate a Bali hanno in realtà radici storiche molto antiche.
3. Prasasti Bebetin A I – 896 d.C.
Successivamente vi è il Prasasti Bebetin A I datato 818 Saka o 896 d.C..
Come Sukawana, anche questo prasasti proviene dal periodo di Singhamandawa e non riporta ancora il nome del re.
Una delle parti interessanti del Prasasti Bebetin è la menzione di varie attività artistiche. Vi sono termini che si riferiscono a suonatori di gamelan, cantanti, suonatori di angklung, percussionisti di tamburi, suonatori di flauto, spettacoli di maschere e persino burattinai wayang. In altre parole, alla fine del IX secolo, la società balinese conosceva già forme di spettacolo alcune delle quali sono ancora visibili oggi.
I prasasti di questo periodo ci aiutano anche a capire che la vita della società balinese dell’epoca non riguardava solo il regno e la religione, ma anche l’agricoltura, il lavoro, le tasse e le attività sociali quotidiane.
4. Prasasti Trunyan A I e Trunyan B – 911 d.C.
Intorno all’anno 833 Saka o 911 d.C., compaiono il Prasasti Trunyan A I e il Prasasti Trunyan B.
Entrambi appartengono al gruppo dei prasasti antichi di Bali Kuno del periodo di Singhamandawa. Come Sukawana e Bebetin, questi prasasti non menzionano ancora direttamente il nome del re.
Il Prasasti Trunyan è importante perché fornisce un quadro della società che viveva intorno all’area del Lago Batur in quel periodo.
La regione montuosa di Kintamani è stata molto importante nella storia antica di Bali. Molti prasasti antichi sono stati trovati in questa zona e nelle aree circostanti.
Questo è uno dei motivi per cui si ipotizza che il centro di governo di Singhamandawa si trovasse nei pressi di Kintamani.
5. Prasasti Blanjong – 913 d.C.
Se si parla di prasasti famosi a Bali, il nome Prasasti Blanjong compare quasi sempre.
Questo prasasti si trova nella zona di Blanjong, Sanur, Denpasar Selatan. La sua forma è piuttosto diversa da molti altri prasasti balinesi perché è un pilastro di pietra.
Il Prasasti Blanjong è datato 835 Saka o 913 d.C. e menziona il nome Sri Kesari Warmadewa. Egli è uno dei primi sovrani il cui nome è chiaramente registrato nella storia di Bali Kuno.
Ciò che rende questo prasasti ancora più interessante è l’uso di due lingue e due tipi di scrittura. In alcune parti viene usato il sanscrito, mentre in altre viene usata una lingua sviluppatasi nella regione Bali-Giava antica. La scrittura utilizza anche sistemi diversi, tra cui il Pranagari e l’antico giavanese.
In questo prasasti si trova anche il termine Walidwipa, che si riferisce all’isola di Bali.
Sri Kesari Warmadewa non ha lasciato prasasti solo a Blanjong. Altri prasasti a lui attribuiti sono stati trovati in località come Pukuh, Malet Gede e Panempahan.
6. Prasasti Gobleg Pura Desa I – 914 d.C.
Poco dopo il periodo del Prasasti Blanjong, vi è il Prasasti Gobleg Pura Desa I datato intorno all’836 Saka o 914 d.C..
Questo prasasti appartiene al gruppo di prasasti legati al periodo di Singhamandawa.
I ritrovamenti di prasasti nella zona di Gobleg e nel Bali settentrionale mostrano che le attività della società di Bali Kuno non erano concentrate solo nel Bali meridionale o a Kintamani.
Tracce del regno, insediamenti, agricoltura e attività religiose erano già ampiamente diffuse in varie parti dell’isola di Bali.
7. Prasasti Sembiran A I – 922 d.C.
Entrando nell’anno 922 d.C., troviamo una testimonianza interessante nel Prasasti Sembiran A I.
Questo prasasti è importante perché fornisce un quadro della vita commerciale e della zona costiera del Bali settentrionale.
Nel prasasti vi sono informazioni sui funzionari del mercato di Julah. Fonti archeologiche collegano anche l’area di Sembiran e Julah alle attività portuali e commerciali del periodo di Bali Kuno.
Ciò è interessante perché spesso si immagina che la vita di Bali Kuno fosse incentrata solo sull’agricoltura e sulle aree regali dell’entroterra.
In realtà, anche il Bali settentrionale aveva relazioni marittime piuttosto attive. Navi, mercati, commercio e regole sui beni trovati dalle navi naufragate compaiono nelle testimonianze storiche di quella regione.
8. Prasasti Serai A II – 993 d.C.
Alla fine del X secolo, Bali entrò nel periodo di governo di Gunapriyadharmapatni e Dharma Udayana Warmadewa.
Una delle loro testimonianze è il Prasasti Serai A II, datato 915 Saka o 993 d.C..
Il periodo di governo di questa coppia reale è importante perché la struttura di governo di Bali divenne più chiara.
Il Prasasti Serai A II menziona, tra l’altro, gruppi di capi religiosi shivaiti e buddisti nell’ambiente governativo. Da ciò si può comprendere che la vita religiosa del periodo di Bali Kuno era piuttosto complessa e coinvolgeva vari gruppi religiosi.
9. Prasasti Batuan – 1022 d.C.
Successivamente vi è il Prasasti Batuan datato 944 Saka o 1022 d.C..
Questo prasasti è legato al periodo di governo del re Marakata. Fino ad oggi alcune lastre di questo prasasti sono conservate nella zona del Pura Puseh del villaggio di Batuan, Gianyar.
Il Prasasti Batuan fornisce informazioni sulla società, le attività religiose, l’istruzione, l’arte e gli obblighi degli abitanti.
Vi sono anche note sulla zona di Pakerisan, una delle aree che in seguito divenne importante nella storia religiosa di Bali.
Il nome Air Gajah compare anch’esso nel Prasasti Batuan. I ricercatori hanno poi cercato di collegarlo alla zona intorno al fiume Petanu e al sito di Goa Gajah, sebbene tale relazione richieda ulteriori studi.
10. Prasasti Tengkulak A – 1023 d.C.
Solo circa un anno dopo il Prasasti Batuan, compare il Prasasti Tengkulak A nel 945 Saka o 1023 d.C..
Una delle informazioni più interessanti in questo prasasti è la menzione di un eremo chiamato Amarawati nella zona del fiume Pakerisan.
Questo luogo è stato poi spesso associato all’area del Candi Tebing Gunung Kawi a Tampaksiring.
Gunung Kawi stesso presenta diverse iscrizioni antiche, una delle quali recita haji lumah ing jalu. Tale iscrizione è legata al luogo di culto della famiglia reale balinese nel periodo di Udayana, Marakata e Anak Wungsu.
11. Prasasti Pandak Bandung – 1071 d.C.
Il prasasti successivo è interessante perché è legato a uno dei sistemi agricoli che ancora oggi rappresentano un’identità di Bali: il subak.
Nel Prasasti Pandak Bandung del 1071 d.C., si trova il termine kasuwakan. Si ritiene che tale termine sia legato alla forma antica della parola kasubakan o subak.
Questa è una delle prove che la regolamentazione agricola e la distribuzione dell’acqua a Bali avevano già un’organizzazione da centinaia di anni.
Un anno dopo, in un prasasti del periodo del re Anak Wungsu del 1072 d.C., si trova anche il termine kasuwakan rawas.
Quindi, il sistema di irrigazione tradizionale balinese non è qualcosa che si è sviluppato solo negli ultimi secoli, ma ha radici storiche molto antiche.
12. I Prasasti del Pura Kehen
Il Pura Kehen a Bangli conserva anche diversi prasasti di periodi diversi.
Il prasasti più antico risale probabilmente al periodo 882–914 d.C.. Altri prasasti risalgono al periodo 1016–1049 d.C., mentre il terzo prasasti è datato 1204 d.C..
L’ampio arco temporale è interessante perché mostra che quest’area fu utilizzata e considerata importante per diverse generazioni.
Il nome che compare nei prasasti antichi è legato a Hyang Api, che in seguito si sviluppò in Hyang Kehen e infine divenne noto come Pura Kehen.
Cosa Possiamo Imparare dai Prasasti di Bali?
I prasasti non sono semplicemente pietre o lastre di metallo con caratteri antichi. Dai prasasti possiamo vedere come la società balinese si è sviluppata nel corso di centinaia di anni.
Il Prasasti Sukawana offre un quadro della vita religiosa e governativa della fine del IX secolo. Bebetin e Trunyan mostrano la vita sociale e artistica della comunità. Blanjong introduce il nome di Sri Kesari Warmadewa. Sembiran apre la storia del commercio e dei porti nel Bali settentrionale. Mentre Batuan, Tengkulak e Pandak Bandung mostrano lo sviluppo della religione, dell’agricoltura e del sistema di irrigazione.
Le testimonianze dei prasasti ritrovati a Bali mostrano anche l’esistenza di molti sovrani durante il periodo di Bali Kuno. In base agli studi sui prasasti ritrovati, sono stati registrati almeno circa 21 sovrani diversi nell’arco di alcuni secoli.
Pertanto, l’elenco sopra è in realtà solo una parte dei molti prasasti ritrovati a Bali.
Conclusione
I prasasti rappresentano una delle fonti più importanti per comprendere la storia di Bali prima delle cronache moderne. Attraverso i prasasti, possiamo vedere che la società balinese del passato aveva già un sistema di governo, una vita religiosa, artistica, commerciale, agricola e regole sociali piuttosto organizzate.
Dal Prasasti Sukawana del 882 d.C., a Bebetin, Trunyan, Blanjong, Sembiran, Batuan, Tengkulak, fino ai vari prasasti del periodo di Anak Wungsu e successivi, tutti formano i pezzi di una lunga storia sullo sviluppo dell’isola di Bali.
È interessante notare che molte cose menzionate in questi prasasti sono ancora vicine alla Bali di oggi. Gamelan, agricoltura, sistemi di irrigazione, templi e vita comunitaria hanno tracce che sono apparse in fonti scritte più di mille anni fa.












